Piadina romagnola 3

Piadina romagnola classica e con burrata ed acciughe

Piadina romagnola nella sua versione classica imbottita con prosciutto crudo, squacquerone e rucola e nella mia versione preferita con burrata, rucola, acciughe e capperi.

La piadina romagnola è un tipico prodotto gastronomico dell’Emilia Romagna, in particolare della zona proiettata verso il mare.
Alzi la mano chi non ha mai mangiato una piadina romagnola e se qualcuno l’ha alzata non ci credo.

L’origine della piadina romagnola risale a tempi antichi, probabilmente all’epoca degli Etruschi e dei Romani.
Tuttavia, la sua storia è stata tramandata principalmente attraverso la tradizione orale e le testimonianze popolari, quindi le sue origini esatte sono incerte

La piadina in origine era un alimento povero consumato dalle classi contadine della regione perché fonte di nutrimento rapida e semplice da preparare, ideale per i lavoratori nei campi.
Nel corso dei secoli, la piadina è diventata sempre più popolare e ha acquisito importanza nella cucina romagnola, diventando un simbolo della tradizione culinaria locale.

Tradizionalmente, la piadina veniva cotta su una teglia di terracotta chiamata “testo”. La teglia veniva riscaldata su un fuoco a legna o su una piastra di metallo, e la pasta della piadina veniva stesa sulla superficie calda per cuocere lentamente.
Questo metodo di cottura conferiva alla piadina un caratteristico sapore e consistenza.

Piadina romagnola 4

Oggi la piadina romagnola è un alimento diffuso in tutta Italia e amato da molti. Viene consumata tradizionalmente farcita con vari ingredienti quali, salumi, formaggi, verdure, salse e viene spesso gustata come spuntino o pasto veloce.

Anche grazie al turismo internazionale la piadina romagnola ha guadagnato una certa notorietà e molti ristoranti italiani in diverse parti del mondo la includono nei loro menu.
È sicuramente diventata un’icona della cucina italiana e un simbolo della tradizione gastronomica romagnola.

Piadina romagnola 2

La piadina è una di quelle cose che mangiata sulla riviera romagnola ha un sapore mentre mangiata altrove, se pur buona e ben farcita, ne assume uno diverso.
Ero convinto che dipendesse dall’atmosfera vacanziera ad influenzare questo giudizio ma dopo aver mangiato la piadina con questa ricetta mi sono ricreduto.

Sta tutto nell’impasto e le piadine che compri precotte al supermercato o quelle che ti servono nelle varie catene di piadinerie hanno ben poco a che vedere con il sapore di questa piadina.
La cosa che colpisce è lo spessore e la morbidezza ed è talmente buona che mia moglie ne ha mangiate una senza alcuna farcitura ed una, golosona, con la brema alla nocciola.

Ho scoperto questa ricetta partecipando alla sfida #40 dell’MTChallenge nel giugno del 2014, mi ha piacevolmente sorpreso ed il risultato vale bene l’attesa delle 48 ore di riposo dell’impasto.
Ho seguito esattamente sia le quantità che il procedimento indicato da Tiziana però non facendola a mano ma utilizzando la planetaria.

Per quanto riguarda la farcitura ho voluto fare sia quella classica con prosciutto crudo, squacquerone e rucola sia una che prende spunto dalla mia bruschetta con burrata di bufala campana e che ebbe un successone nell’anno in cui ho gestito la Club House del Circolo Tennis Forza e Costanza a Brescia.

Piadina romagnola 1

Farcitura
10 minuti
Categoria: Street Food

Riposo impasto
48 ore a 20°C
Cucina: Romagnola

Cottura piadina
5 + 5 minuti
Difficoltà: Facile

INGREDIENTI

Impasto piadina

(per 6/8 piadine)

500 g di farina 00
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate
10 g di sale fino
1 pizzico di bicarbonato di sodio

Farcitura per una piadina

Classica
50 g di prosciutto crudo
50 g di squaquerone
Rucola qb

Burrata e acciughe
1/2 burrata da 150 g
3-4 acciughe
Capperi qb
Rucola qb

PREPARAZIONE

Fare scaldare il latte e l’acqua in modo che siano tiepidi.
Togliere lo strutto dal frigorifero e farlo ammorbidire per circa mezz’ora.
Versare la farina nel vaso della planetaria e fare un buco al centro con la mano quindi inserirvi lo strutto a pezzetti, il lievito, il bicarbonato, il sale, l’acqua e il latte.

Azionare la planetaria con il gancio ed iniziare ad impastare.
La consistenza dell’impasto inizialmente sarà un poco appiccicosa ma con il passare dei minuti risulterà sempre più morbida e liscia.
Dopo 7-8 minuti l’impasto si staccherà dalle pareti e diventerà molto morbido e liscio.

Mettere l’impasto in una ciotola e coprire con la pellicola per alimenti.
Lasciare riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C. (1)
Alla fine si otterrà un impasto di circa 820-850 grammi; dividerlo in 6 parti da circa 135-140 grammi circa e formare delle palline; lasciarle riposare coperte da un panno sulla spianatoia per almeno mezz’ora.

Infarinare la spianatoia e disporvi una pallina d’impasto, schiacciarla con la punta delle dita e stenderla con il mattarello girandola e voltandola spesso in modo che rimanga rotonda fino ad ottenere lo spessore e la dimensione indicate.
Si dovrà ottenere una piadina con un diametro di circa 20 cm e uno spessore di 0,5 cm. (2)

Scaldare una padella antiaderente piuttosto larga fino ad ottenere una temperatura non troppo alta, altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all’interno, ma nemmeno troppo bassa. (3)
Cuocere pochi minuti per lato controllando sempre alzando la piadina con una paletta.
Mano a mano che vengono cotte disporre le piadine una sull’altra in modo che rimangano calde mentre si cuociono le altre. (4)

Classica

Spalmare lo squacquerone su metà della piadina.
Aggiungere le fette di prosciutto crudo e coprire con una manciata di rucola. Ripiegare l’altra metà, scladarla bene in padella e servirla ben calda dividendola in due.

Burrata e acciughe

Dividere la burrata a metà con le mani e stenderla su metà della piadina.
Aggiungere una manciata di rucola, un paio di acciughe e qualche cappero. Ripiegare l’altra metà, scladarla bene in padella e servirla ben calda dividendola in due.

ANNOTAZIONE

(1) Se la temperatura ambiente fosse più alta mettere l’impasto a riposare in frigorifero e toglierlo solo 2 ore prima dell’utilizzo.

(2) La dimensione è dovuta anche al diametro della padella dove sarà cotta la piadina. Chiaramente mantenedo la quantità d’impasto se aumenta il diametro diminuisce le spessore

(3) Con la piastra ad induzione ho messo al valore 7 su una scala di 10.

(4) Quando gestivo la Club House ne preparavo decisamente di più e per conservarle le cuocevo un paio di minuti in meno, le impilavo frapponendo un foglio di carta forno, le inserivo in un sacchetto e le congelavo.
Quando mi servivano le scongelavo e completavo la cottura in padella.
Vi assicuro che venivano benissimo lo stesso.

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