Pasta alla carrettera 1

Pasta alla carrettiera siciliana

La pasta alla carrettiera (carrittera in siciliano) è una ricetta che ha origini antiche e prevede l'utilizzo di ingredienti poveri ma saporiti e, nella sua versione originale, fredda poteva essere portata con se e consumata in loco se non si aveva la possibilità e il tempo di tornare a casa.

Questa ricetta è dedicata a tutti i siciliani, in particolare, catanesi ed agrigentini che in questi giorni sono stati colpiti da condizioni climatiche decisamente eccezionali che hanno creati danni e disagi. Dai che riuscirete a risollevarvi.

Come sempre quando si tratta di ricette che diventano tradizionali, si trovano varie correnti di pensiero sulla loro origine pare però che il nome di questa pasta derivi dal fatto che fosse stata ideata per i carrettieri che, sia che trasportassero persone o merci, si trovavano spesso ad essere distanti dalla propria abitazione e non riuscivano quindi a rincasare per pranzo.
Nacque quindi la necessità di trovare un piatto che fosse nutriente da poterlo portare con sé quando si usciva al mattino e poterlo tranquillamente consumare a pranzo ovunque si fosse.
La pasta alla carrettera nasce quindi come pasta fredda ed infatti l’unica cottura prevista è quella della pasta.
Si tratta quindi di un piatto tipicamente estivo da mangiare freddo ma se questa pasta viene mangiata subito dopo averla condita, come ho riportato nella ricetta, con il condimento che prende il calore della pasta vi posso assicurare che ha un suo perché.

Pasta alla carrettera 1

Ho passato la mia prima vacanza estiva in Sicilia a Castellammare del Golfo nella seconda metà degli anni ’70., 
Passai 3 settimane alternando spiaggia e mare e gite “culturali” nei dintorni. Alla fine di quella vacanza visitai buona parte della zona occidentale della Sicilia tra cui: Palermo, Erice, Segesta, Monreale, Selinunte, Trapani, Scopello, Mazara del Vallo e tanti altri.
Ricordo l’incredibile trasparenza dell’acqua di Scopello con le nuotate vicino ai faraglioni per pescare ricci di mare.
Ricordo i reperti archeologici dell’antica Grecia a Selinunte e la bellezza del tempio di Segesta.
Ricordo un laghetto poco più grande di uno stagno, non lontano da Segesta, dove fuoriusciva un’acqua termale solforosa con temperatura che variava a seconda delle zone dai 40 ai 70°C. Feci 6 bagni in quell’acqua e, liberi di credermi, l’inverno successivo non ebbi mai il raffreddore che mi accompagna sempre da quando ebbi la broncopolmonite.
Ricordo che alle prime ore del mattino, per strada, passavano delle donnine che vendevano di tutto ma solo un prodotto. Chi vendeva i pomodori, chi le patate, chi la frutta, chi il pesce. La cosa curiosa è che non scendevi in strada ma calavi una corda con appeso un cestino di vimini e dentro mettevi 500 lire o multipli perché il prezzo era fisso; cambiava la quantità di prodotto che veniva messa nella cesta.
Ricordo la gente siciliana un poco chiusa all’inizio, ma che poi diventava cordialissima e simpaticissima.
Ci sono 3 piatti che ricordo e che mi piacevano da impazzire: i babbaluci, lumachine di mare con aglio e prezzemolo; le crastuna, grosse lumache di mare con sugo di pomodoro; la pasta a carrittera.

Pasta alla carrettera 3

Preparazione
15 minuti

Categoria: Primi

Riposo
3-4 ore

Cucina: Siciliana

Cottura
11 minuti

 

Difficoltà: Facile

INGREDIENTI

(per 4 persone)

320 g di spaghetti
600 g di pomodori
4 grossi spicchi d’aglio
Ricotta salata da grattugiare
Basilico
Olio extra vergine di oliva
Peperoncino qb
Sale qb

PREPARAZIONE

Mettere sul fuoco un pentolino con acqua e fare bollire; preparare una ciotola con acqua e ghiaccio.

Prendere i pomodori ed incidere a croce la parte opposta al picciolo. Immergere uno alla volta i pomodori nell’acqua bollente e dopo circa 20-30 secondi, a seconda della dimensione, toglierli ed immergerli nell’acqua ghiacciata. Lo shock termico consente di spelare senza fatica i pomodori.

Tagliare i pomodori in quarti, eliminare l’acqua ed i semi interni, quindi tagliare la polpa a dadini.

Riporre la dadolata in una ciotola.

Tritare grossolanamente il basilico ed aggiungerlo ai pomodori; pelare l’aglio, schiacciarlo con la lama di un coltello e versarlo nella ciotola.

Aggiungere il peperoncino e olio evo quindi mescolare bene, coprire con la pellicola e fare riposare in frigorifero per almeno 3-4 ore.

Fare cuocere in abbondante acqua salata gli spaghetti.
Quasi al termine della cottura salare la dadolata di pomodori e togliere l’aglio.
Scolare la pasta e condirla a freddo con la dadolata.

Versare le porzioni nei piatti, grattugiare abbondante ricotta salata e guarnire con foglie di basilico.

ANNOTAZIONE

Ho utilizzato gli spaghetti ma non c’è una codifica sul tipo di pasta da usare. Pasta lunga o corta indifferentemente; è un ottimo primo piatto comunque.
Anche la quantità di aglio, peperoncino e basilico è a piacere.
La ricetta originale prevede l’utilizzo dell’aglio tritato finemente. Io l’ho utilizzato intero leggermente schiacciato perché non a tutti piace.

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